In tema di prelievi abusivi dal conto corrente con modalità telematiche, la Corte di Cassazione ha recentemente stabilito che dev’essere ricondotta nell'area del rischio professionale dell’istituto di credito, prestatore dei servizi di pagamento, la possibilità di un'illecita utilizzazione dei codici di accesso al sistema da parte dei terzi, beninteso qualora la stessa non sia attribuibile al dolo del titolare del conto corrente o a comportamenti talmente incauti da non poter essere contrastati in anticipo. La banca, pertanto, è tenuta a fornire prova della riconducibilità dell’operazione contestata al cliente. Solo in tal modo potrà evitare l'obbligo di dover restituire al cliente quanto fraudolentemente prelevato dal suo conto corrente. Cassazione civile sez. III, 15/05/2023, n.13204